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26Gen

Croce rossa: Primo soccorso, tipi di urgenze e manovre salva-vita

Cosa si intende per manovre di soccorso? Ma prima di tutto, cosa è il soccorso? Per rispondere a questa domanda bisogna prima distinguere tra Primo Soccorso e Pronto Soccorso. Il Primo Soccorso è l’aiuto che ogni cittadino ben informato e ben preparato può dare, che può evitare l’aggravarsi delle condizioni di un soggetto infortunato. Il Pronto Soccorso invece è rappresentato dalle prime cure che vengono date da infermieri o dai medici. Bisogna anche distinguere tra Urgenza e Gravità. L’Urgenza rappresenta una situazione grave, che pone il soggetto in immediato pericolo di vita. La Gravità è invece una condizione in cui l’intervento non è immediato, poiché il paziente non è in immediato pericolo di vita, anche se bisogna comunque allertare i soccorsi. Il soccorritore deve avere una condotta di calma e di ragionamento, sia quando l’infortunato è uno solo, sia quando ci sono più infortunati. Quando l’infortunato è uno solo, ci sono svariate cose da evitare, tra cui:
– Non muovere l’infortunato
– Non trasportarlo con manovre o mezzi inadeguati
– Non dargli da bere, soprattutto alcolici
Come primo soccorritore dunque, ci sono due linee guida da seguire:
1) Meglio non fare che fare male: in questo caso si intende dire che se non ci si sente sicuri ad intraprendere una determinata azione di soccorso, è meglio non fare nulla, poiché se compio male una manovra rischio di provocare un danno ancora maggiore. In ogni caso è bene che un primo soccorritore sappia come compiere le manovre di base di soccorso per assistere l’infortunato.
2) Faccio quello che conosco bene e mi sento di fare: Con questa espressione si vuole intendere che se mi sento in grado di compiere un’azione di soccorso per assistere un infortunato, non devo starmene con le mani in mano ma devo agire e applicare ciò che so fare.
Una volta stabilito che posso eseguire delle manovre di soccorso, devo:
– Valutare la situazione dell’ambiente, ovvero capire se la scena è sicura (guardo in alto, intorno a me e in basso). Questo primo passo da compiere è chiamato Autoprotezione, la quale è alla base di ogni singolo soccorso. Infatti se non mi autoproteggo, rischio di farmi del male e di passare da soccorritore a infortunato.
– Allontanare i curiosi
– Valutare la natura e la dinamica dell’evento
-Esaminare l’infortunato
Con l’esame dell’infortunato si effettuano tre tipi di soccorso o controllo:
a) Controllo Primario, cioè delle funzioni vitali.
b) Controllo Secondario (ispezione accurata)
c) Soccorso Psicologico, nel quale è meglio evitare commenti per evitare che l’infortunato si agiti.
Per legge si è obbligati a chiamare il 118 e, come abbiamo detto prima, se si è in grado di intervenire, effettuare le manovre di primo soccorso, come il PLS (Posizione Laterale di Sicurezza), l’RCP (Rianimazione Cardio-Polmonare). Queste due manovre, insieme ad altre, formano il BLS (Basic Life Support). Ci sono vari tipi di trauma, come quello muscolare, al sistema nervoso e altri traumi causati da agenti esterni (Sole, sostanze chimiche, droghe, ecc…). In ogni caso, nel prosieguo si descrive la sola procedura da attuare in caso di soggetto infortunato, sia che esso sia cosciente o sia che esso sia incosciente. Prima di spiegare queste manovre, è importante sapere come effettuare la chiamata al 118 da primi soccorritori e poi effettuare il cosiddetto “triage”, che consiste nel valutare la gravità della situazione e assegnare un codice a seconda del tipo di urgenza. Durante la chiamata al 118, bisognerebbe seguire dei passaggi:
1) Descrivere la dinamica dell’evento: se evento traumatico, medico, o di altra natura;
2) Elencare il numero degli infortunati: si ricorda che sono necessarie tante ambulanze per quanti sono gli infortunati presenti;
3) Fare un breve ma esaustivo resoconto delle funzioni vitali dell’infortunato;
4) Dare indicazioni sul luogo dove è avvenuto l’evento traumatico;
5) Fare presente se ci sono eventuali pericoli ambientali;
6) Dire se si sono effettuate manovre di soccorso e quali.
Questi punti valgono sia se vi è un solo infortunato sia se vi sono più infortunati. Nella valutazione della gravità, si assegnano dei codici. Questa assegnazione viene fatta al pronto soccorso. Nel caso di estrema urgenza si assegnerà il codice rosso, che indica che sono presenti lesioni che alterano gravemente il circolo sanguigno e il respiro e che si è dunque in immediato pericolo di vita; Nel caso di urgenza primaria si assegnerà il codice giallo, nel quale rientrano le emorragie contenibili, traumi e ustioni gravi; Nel caso di urgenza secondaria, si assegnerà il codice verde, nel quale rientrano le fratture e le ferite gravi; Infine, nel caso senza urgenze, verrà assegnato il codice bianco, nel quale rientrano le fratture non esposte, le ferite leggere e le piccole ustioni. Adesso passiamo ad esaminare le funzioni vitali. Esse sono tre:
-Coscienza (è il centro di controllo delle nostre funzioni)
– Respiro
– Circolo (battito cardiaco)
Prima di tutto, nel soccorso, come abbiamo detto in precedenza, bisogna per prima cosa verificare che la scena sia sicura e quindi fare autoprotezione. Una volta che ci siamo accertati che la scena è sicura, ci avviciniamo al soggetto infortunato e iniziamo a chiamarlo dicendo, prima in un orecchio e poi nell’altro, in maniera continua: “signore/a signore/a mi sente? Se mi sente mi stringe la mano?” Una volta verificato che il soggetto non risponde allo stimolo, anche doloroso (in questo caso si applica una leggera forza nel deltoide, dando un pizzicotto) si procede con l’ABC. L’ABC (Airways, Breathing, Circulation) rappresenta una serie di manovre volte ad accertarsi che il soggetto incosciente respiri o abbia la circolazione. Ricordiamo che se il soggetto non respira non è cosciente. Se il soggetto invece è cosciente, e quindi ha anche il respiro e la circolazione, si passa direttamente al controllo secondario. Di seguito elencherò le tre fasi dell’ABC.
– A (Airways): In questa fase si effettua il controllo della facoltà di risposta del soggetto e quindi si valuta la coscienza, ci si assicura della pervietà delle vie aeree e si iperestende il capo. L’iperestensione del capo consiste nel mettere due dita di una mano, solitamente l’indice e il medio, sotto il mento del soggetto, e con l’altra mano si estende il capo del soggetto fino al limite massimo, utilizzando lo spazio tra il pollice e l’indice, mettendo tale spazio a copertura della fronte. La spinta per l’iperestensione viene data proprio da quest’ultima posizione.
– B (Breathing): In questa fase viene controllata la respirazione con la manovra GAS (Guardo, Ascolto, Sento). Questa manovra serve a valutare il respiro della persona infortunata. Ci si posiziona vicino alle vie respiratorie con la guancia destra, per poter sentire il respiro, e nel mentre il nostro capo è rivolto verso il torace, per vedere se il diaframma si solleva. Questa manovra viene effettuata per massimo 10 secondi. Per essere ancora più efficace, secondo i nuovi protocolli di soccorso di Croce Rossa, bisogna contare ad alta voce per non perdere la concentrazione e per far capire ad altri eventuali soccorritori a che punto si è arrivati col GAS.
– C (Circulation): Questa fase serve a valutare il circolo, ovvero se è presente del battito cardiaco tramite la valutazione delle pulsazioni della giugulare e del polso.
Si possono presentare due casi:
1) Il soggetto respira: in questo caso si procede a metterlo in Posizione Laterale di Sicurezza (PLS). Per effettuare il PLS bisogna estendere per lungo un braccio del soggetto infortunato, a formare un angolo di 90° col corpo. Fatto ciò, si mette il palmo dell’altra mano verso il basso, a toccare il mento dalla parte opposta del braccio utilizzato, e con il gomito in alto. Con un braccio si tiene il gomito e con l’altro braccio sollevo il ginocchio dell’infortunato. Alla fine si pratica l’iperestensione. Questa posizione permette al soggetto di rigurgitare senza che le vie aeree vengano ostruite. Il PLS è una posizione di attesa e inoltre non deve essere utilizzata in caso di trauma grave.
2) Il soggetto non respira: In questo caso chiamo i soccorsi e nel mentre pratico l’RCP (Rianimazione Cardio-Polmonare). Con questa manovra effettuo delle pressioni con il palmo di una mano, con l’altra mano sopra e i gomiti dritti. La forza di spinta per le pressioni deve provenire da tutto il corpo, non solo dalle braccia. Solitamente le compressioni effettuate sono 30, al ritmo di 100 battiti al minuto.
Ed ecco che ora passiamo a vedere il BLS. Esso è un insieme di manovre, ratificate a livello internazionale, atte a mantenere/ripristinare le funzioni vitali di un infortunato che o non è cosciente o che non respira o non respira normalmente. Nel BLS prima vengono effettuate sia le compressioni che le insufflazioni. Un ciclo di BLS è formato da 30 compressioni e 2 insufflazioni. Le compressioni sono quelle effettuate tramite l’RCP. Le insufflazioni, che devono avvenire sempre col soggetto infortunato in iperestensione, vengono effettuate in 3 modi:
1) Bocca-bocca: Il soccorritore inspira una certa quantità d’aria e la immette con la sua bocca, nella bocca dell’infortunato. Solitamente comunque viene utilizzata una pompetta d’aria per questioni di igiene.
2) Bocca-naso: Se la bocca è tumefatta o comunque è impossibile praticare la respirazione bocca a bocca, si può immettere aria nel soggetto infortunato mettendo la propria bocca nel naso dell’infortunato.
3) Bocca- Bocca/naso: Questo tipo di respirazione viene effettuata nei lattanti, poiché il loro capo è talmente piccolo che con la propria bocca si possono prendere sia il naso che la bocca del lattante.
C’è da dire che i cicli di BLS vanno ripetuti sempre, o almeno fin quando non si è esausti, o arrivano i soccorsi oppure il soggetto mostra segni di MO.TO.RE (Movimento, Tosse, Respiro).
Un’ultima precisazione: Se il soggetto infortunato è un bambino (inteso dai 12/24 mesi fino ai 12/13 anni), per il BLS si possono effettuare le compressioni con una mano sola, mentre le insufflazioni rimangono uguali, e non viene usata l’iperestensione ma solo una leggera estensione. Se il soggetto invece è un lattante (inteso fino ai 12/24 mesi di vita), le compressioni si effettuano con due dita e si utilizza il metodo bocca-bocca/naso per le insufflazioni, e non viene utilizzata alcuna estensione del capo.
Fonte: Sito Croce Rossa e Appunti corso base Croce rossa.

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