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17Gen

Ruolo del lipofilling in chirurgia ricostruttiva ed estetica

Il concetto di “trapianto di grasso” è ormai da qualche anno oggetto di considerevole interesse scientifico e i mass media hanno contribuito a rendere nota questa procedura chirurgica. Ma… cos’è il lipofilling? Il trapianto di tessuto adiposo fu proposto per la prima volta nel 1893 da Neuber. La tecnica fu in seguito standardizzata dal chirurgo francese Fournier, padre della liposcultura con siringa, e successivamente perfezionata dal chirurgo statunitense Sidney Coleman, che apportò un miglioramento notevole della sopravvivenza degli adipociti con il suo metodo di prelievo. In realtà da un punto di vista tecnico in Chirurgia Plastica sarebbe più corretto utilizzare il termine “autoinnesto di tessuto adiposo”, poiché il tessuto che viene trasferito da una zona a un’altra, sede del difetto da trattare, è privo di vascolarizzazione autonoma (a differenza dei lembi o trapianti che sono invece dotati di un proprio peduncolo vascolare). 

Le zone donatrici maggiormente utilizzate sono rappresentate da interno coscia, trocanteri, fianchi e addome. Il processo di prelievo è simile a quello della liposuzione ma viene eseguito con siringhe da 10 ml, che consentono di mantenere basse pressioni di aspirazione per minimizzare i traumatismi cellulari. Dopo il prelievo, la seconda fase consiste nella purificazione. La tecnica più utilizzata è quella di centrifugazione, che permette la rimozione dei residui di scarto e conseguentemente un maggiore attecchimento dell’innesto.

La fase successiva prevede l’infiltrazione del tessuto adiposo a livello della zona ricevente. Si utilizzano siringhe da 1 o 2,5 ml con ago o agocannula dedicata. In questa fase è indispensabile introdurre il grasso in piccolissime quantità in modo da permettere un’ottimale nutrizione da parte dei tessuti circostanti e di ridurre così la percentuale di riassorbimento. Per lo stesso motivo si preferisce inserire piccole quantità di tessuto adiposo per ogni singola seduta chirurgica.

L’intervento può essere eseguito in anestesia locale pura o in sedazione leggera e quindi in regime di day-surgery. Il post-operatorio è in genere poco impegnativo per il paziente e può essere caratterizzato da modesti edemi ed ecchimosi tanto nella zona di prelievo quanto nella zona ricevente. Le applicazioni cliniche sono svariate, consentendo di trattare asimmetrie facciali, atrofie, cicatrici depresse, esiti di acne. Il lipofilling riveste un ruolo importante nella chirurgia mammaria post-oncologica, dove si candida a sostituire espansori e protesi con effetto molto più naturale. In medicina e chirurgia estetica dona volume e turgore a una cute invecchiata senza dover ricorrere all’utilizzo di sostanze di sintesi, come l’acido ialuronico o il collagene, con il grande vantaggio di avere un effetto più naturale e più stabile nel tempo.

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