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11Mar

Cura e terapia delle parodontiti e dell’alitosi come trattamento coadiuvante nelle patologie da Helicobacter pylori

Nel 2005 due medici australiani Robin Warren e Barry Marshall hanno ricevuto il premio Nobel per la medicina grazie alla scoperta dell’Helicobacter pylori avvenuta nel 1982. Oggi si stima che l’infezione da H. pylori interessi circa la metà della popolazione mondiale e rappresenti la principale causa di gastrite cronica ed ulcera peptica. Le modalità con cui l’Helicobacter si trasmette sono ancora sconosciute e attualmente l’uomo è l’unico serbatoio noto di questo batterio. La modalità di trasmissione più probabile è quella orale o oro-fecale. Altre possibili vie di contagio sono il contatto con acque o con strumenti endoscopici contaminati, ma non esistono ancora dati definitivi al riguardo. L’eradicazione dell’infezione accelera la guarigione dell’ulcera e previene le recidive, riducendo anche l’incidenza delle patologie correlate.

Numerosi studi scientifici hanno fornito prove del fatto che il cavo orale possa essere un potenziale reservoir per questo batterio. La presenza di H. pylori, infatti, potrebbe influenzare l’efficienza della terapia eradicante ed agire da elemento causale di eventuali recidive. Di contro, altri ricercatori hanno indicato che la colonizzazione e la crescita di questo batterio differisce fra cavo orale e stomaco. Considerato il dibattito in materia, una recentissima ricerca si è proposta di stabilire se la terapia parodontale possa costituire un’utile aggiunta alla terapia eradicante per l’H. pylori stesso. La pubblicazione in merito descrive 7 piccoli studi randomizzati, per un totale di 691 pazienti, ed ha dimostrato che la terapia parodontale combinata con quella eradicante ha portato ad un incremento del tasso di eradicazione dell’H. pylori rispetto alla sola terapia eradicante e, inoltre, la cura delle parodontiti contribuisce anche all’eradicazione gastrica a lungo termine del batterio. Questa terapia mira essenzialmente a bloccare il suo andamento cronico degenerativo. Oggigiorno però, l’approccio terapeutico è completamente cambiato, si è passati da una terapia del passato prettamente chirurgica ad una terapia più moderna che è invece essenzialmente non chirurgica. Dopo la formulazione della corretta diagnosi, il paziente passa attraversa una prima terapia iniziale detta anche terapia causale. Pertanto il compito dell’odontoiatra sarà quelli di rimuovere la placca batterica e il tartaro sopragengivale e sottogengivale con metodiche di detartrasi ultrasonica e avvalendosi dell’uso di strumenti manuali (curettes, scaling e rootplanig o levigatura radicolare); è importante informare, istruire e motivare il paziente ad una corretta igiene orale quotidiana, attraverso corrette metodiche riguardanti la rimozione meccanica della placca batterica dalla cavità orale, l’utilizzo di uno spazzolino manuale e di strumenti per la pulizia delle superfici interdentali e infine, ma non meno importanti, il controllo dei fattori che influenzano la progressione della malattia, quali il fumo e il diabete. Se il paziente collabora, già la terapia iniziale porta a un netto miglioramento delle condizioni parodontali. Se si tratta soltanto di gengivite, i tessuti possono guarire senza postumi. Dopo questa prima fase, se è necessario il paziente sarà sottoposto ad eventuali terapie secondarie di tipo chirurgico e non. Nel complesso, dunque, la terapia parodontale potrebbe incrementare l’efficienza dei trattamenti per l’eliminazione dell’H. pylori ma alla luce della limitata quantità e qualità degli studi considerati, sarebbe necessario condurre studi randomizzati multicentrici su vasta scala per determinare con certezza gli effetti della terapia parodontale per questa applicazione.

Altri studi scientifici importanti riguardanti l’infezione da H. pylori sono stati condotti circa la possibile associazione con l’alitosi. E’ stato dimostrato che il batterio è in grado di sopravvivere non solo nelle muscose delle cavità gastriche ma anche nel cavo orale (Karczewska et al.), in particolare nella placca dentaria e nelle tasche gengivali. Ciò permette di ipotizzare da una parte un suo ruolo nell’alitosi e dall’altra la sua persistenza nella bocca come fonte di reinfezione gastrica in pazienti con infezione eradicata (Anand et al.).

Per approfondire il ruolo dell’H. pylori, sono stati condotti anche studi di intervento. Uno studio turco, su 148 pazienti dispeptici, ha dimostrato che l’eradicazione batterica determina un netto miglioramento dell’alitosi. Sulla base di tale evidenza, gli autori propongono che l’alitosi venga inclusa tra le indicazioni al trattamento dell’infezione (Serin et al). Risultati altrettanto benefici sono stati riportati in Grecia (Katsinelos et al.). Nel corso di uno studio giapponese, per la prima volta, l’infezione da H. pylori è stata identificata nella bocca di persone prive di patologie gastriche e, invece, colpite da parodontopatia e alitosi. L’infezione è stata dimostrata nella saliva del 6,4% dei pazienti, con maggiore frequenza (15,7%) fra coloro che soffrivano di malattia periodontale (o gengivite). Inoltre, fra gli infettati, sono state rinvenute tracce di sangue nella saliva e altri batteri parodontali facendo desumere che un’infiammazione progressiva della bocca possa favorire la colonizzazione di questi batteri. La conclusione degli autori è stata che la presenza di H. pylori, di per sé, non provoca direttamente l’alitosi, ma è associata alla malattia parodontale che, invece, ne è spesso la causa, dato che i batteri che l’accompagnano producono composti volatili dall’odore sgradevole (Suzuki et al.). Un gruppo di autori coreani ha invece dimostrato che l’infezione da H. pylori può indurre la produzione di composti volatili, a base di zolfo, che creano un ambiente orale maleodorante (Lee et al). In precedenza uno studio italiano aveva dimostrato che la stessa eradicazione del microrganismo provoca una riduzione dei livelli di solfati orali (Ierardi et al).

Dott. Salvatore Privitera

Bibliografia:

  • Gülseren D, Karaduman A, Kutsal D, Nohutcu RM. The relationship between recurrent aphthous stomatitis, and periodontal disease and Helicobacter Pylori infection. Clin Oral Investig. 2016
  • Zheng Y, Liu M, Shu H, Chen Z, Liu G, Zhang Y. Relationship between oral problems and Helicobacter pylori infection. Arch Oral Biol. 2014 Sep;59(9):938-43
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