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15Ott

L’elettrocardiogramma: storia e significato

 

STORIA

Si può affermare che Wilhelm Einthoven fu l’ideatore dell’ECG, la registrazione elettrica dell’attività del cuore, con un particolare strumento che egli chiamò “galvanometro a corda”. Johannes Bosscha, uno dei maestri di Einthoven, suggerì allora di usare le esistenti linee telefoniche per collegare l’ospedale al laboratorio di fisiologia di Einthoven. Questa idea aumentò l’utilizzazione clinica dello strumento di Einthoven rendendo possibile effettuare studi elettrocardiografici in pazienti ospedalizzati.

In 10 anni di studi clinici di Einthoven con il suo galvanometro a corda, il potenziale dell’elettrocardiografia si sviluppò ampiamente. Molte aritmie furono identificate, e l’associazione della inversione della onda T con l’angina e l’aterosclerosi furono identificate nel 1910. Il “padre della elettrocardiografia” fu onorato con il Premio Nobel per la Medicina nel 1924. I suoi importanti contributi furono il fondamento per le grandi scoperte del XX secolo e per ulteriori acquisizioni nel campo della cardiologia. Einthoven fu inoltre in contatto, per circa vent’anni, con Sir Thomas Lewis, grande clinico e aritmologo inglese.

Un altro grande esponente dell’elettrocardiografia fu William Craib, del Laboratorio di Cardiologia dell’Ospedale John Hopkins di Baltimora (borsa di studio della Rockfeller Foundation). Egli capì come funzionava la fibrocellula muscolare cardiaca ed elaborò la teoria del dipolo, contrapposta a quella della membrana di Bernstein, che venne pubblicata da “Heart” nel 1927. Celebre è il duro contrasto, durante un congresso a Stoccolma, tra lui ed Einthoven, che lo trattò con superbia. Einthoven troncò la discussione con Craib rispondendo “I must go” (“devo andare”). Chiuse la sua vita terrena in quello stesso anno.

 

SIGNIFICATO dell’ECG

L’elettrocardiogramma è la registrazione dell’attività del cuore,e quindi della sua normalità e/o della sua patologia. L’attività del muscolo cardiaco produce correnti elettriche a basso potenziale. Queste correnti possono essere rilevate alla periferia del corpo, amplificate, e rese visibili graficamente. 
L’ECG, durante o dopo la registrazione, viene stampato su carta millimetrata, divisa in tanti piccoli quadrettini, che esprimono la misura del tempo in senso orizzontale, e la misura del potenziale elettrico (voltaggio) in senso verticale. Ciò che vediamo registrato esprime l’attivazione degli atri e l’attivazione dei ventricoli. Il risultato finale è la possibilità di vedere, con l’attivazione degli atri e dei ventricoli, l’attivazione totale del cuore. Nel dettaglio, l’onda P esprime l’attivazione degli atri, il complesso QRS l’attivazione dei ventricoli, mentre l’onda T non è espressione di alcuna contrazione del cuore (depolarizzazione), ma di “ricarica elettrica” (ripolarizzazione) della fibrocellula muscolare cardiaca.
L’elettrocardiografo, lo strumento che ci mostra l’elettrocardiogramma, è collegato con dei cavetti conduttori di corrente elettrica che rilevano l’attività elettrica del cuore e che sono collegati al corpo del paziente con dispositivi chiamati elettrodi. Quindi, è importante ricordare che l’elettrocardiografo, con i suoi cavetti, non trasmette corrente elettrica verso il corpo umano, ma, al contrario, la riceve dal corpo stesso e, dopo averla amplificata, la registra.

Nell’ECG troviamo 12 derivazioni, 6 “standard” e 6 “precordiali”. Ci sono quindi 12 configurazioni grafiche. Perchè? Facciamo un esempio: se chi osserva un elefante è di fronte alla sua testa vedrà le orecchie dell’animale e la sua proboscide; se l’osservatore è dietro vedrà la coda; se è di fianco vedrà essenzialmente la grande pancia della bestia. Così è per l’ECG: se vediamo solo 2 o 3 derivazioni elettrocardiografiche abbiamo una informazione parziale del cuore; se abbiamo invece, come accade, 12 derivazioni, avremo un’idea completa del cuore.

 

(tratto dal sito www.cardiologiapertutti.org)

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Valentina Lucia La Rosa
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Valentina Lucia La Rosa

La dott.ssa Valentina La Rosa è una psicologa e psicoterapeuta, regolarmente iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia con n° di iscrizione 6491. Laureata in Psicologia Clinica presso l'Università di Enna nel 2011, nel 2013 ha conseguito il Master di I livello in "Psicodiagnostica, costruzione del caso clinico e diagnosi della struttura personologica" presso l'APA (Associazione di Psicoanalisi Applicata) di Catania, con la direzione scientifica del Prof. Maurizio Cuffaro e del Prof. Giovanni Lo Castro. Parallelamente, ha frequentato con profitto il "Corso di formazione alla diagnosi e al trattamento di Dipendenze, Anoressie, Bulimie e Obesità", tenutosi a Catania sotto la direzione scientifica del Prof. Domenico Cosenza e del Prof. Giovanni Lo Castro.Ha frequentato diversi corsi di formazione e di aggiornamento professionale e, nel 2016, ha conseguito il Master su diagnosi e trattamento dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Ha conseguito la Specializzazione in Psicoterapia ad orientamento psicoanalitico presso l' Istituto Superiore di Studi Freudiani “Jacques Lacan" di Catania, scuola di specializzazione in psicoterapia ad orientamento psicoanalitco secondo l'insegnamento dello psicoanalista francese Jacques Lacan. Cultore della materia presso l'Università di Catania, collabora alle attività didattiche della cattedra di Psicologia Clinica. Lavora come libera professionista a Catania. Per info: www.valentinalucialarosa.it
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