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19Giu

Emozioni e salute: uno sguardo d’insieme

A volte le cerchiamo, altre le evitiamo, altre ancora ci sorprendono. Possono insorgere dopo un’intensa attività fisica, parlando con qualcuno, guardando un film, ascoltando musica, pensando ad un evento del passato o ad una prospettiva futura.

Tutti le provano: uomini, donne, bambini di ogni età e cultura; sono le emozioni: l’insieme dei cambiamenti dello stato corporeo che sono indotti in miriadi di organi dai terminali delle cellule nervose, sotto il controllo di un apposito sistema del cervello che risponde al contenuto dei pensieri relativi a una particolare entità, o evento (Damasio, 1995, p.201).

Comuni a tutti gli esseri viventi, in quanto conseguenza di un lungo percorso di messa a punto evolutiva, le emozioni hanno una duplice funzione: da un lato generano una reazione specifica ad uno stimolo, dall’altro controllano lo stato interno dell’organismo in modo da prepararlo alla reazione specifica (Damasio, 2000, p.72-73).  

Per capire a cosa facciamo riferimento, basti pensare a cosa succede quando, camminando lungo un sentiero, sentiamo uno scricchiolio nell’erba. La paura che proviamo in quel momento induce una reazione (reazione specifica) e determina delle variazioni corporee (stato interno) che consentono al soggetto di reagire nella maniera più adeguata (Damasio, 2000, p.73).

Affinché il corpo prepari la risposta più indicata non è necessario che lo stimolo emotigeno venga processato dalla corteccia. La risposta emotiva, infatti, avviene attraverso due vie: una breve e diretta (talamo-amigdala) e una più lunga (talamo-corteccia-amigdala). Entrambe le vie attivano l’asse dello stress con conseguente aumento delle catecolamine e dei glucocorticoidi. Così, mentre la corteccia elabora lo stimolo, l’amigdala ha già provveduto ad attivare i sistemi di lotta o fuga per salvarci la pelle!

Poco importa se la reazione è sbagliata: in termini di sopravvivenza, sarebbe molto peggio scambiare un serpente per un bastone (LeDoux, 1996, p.171)!

Ma cosa succede quando proviamo paura per lungo tempo?

L’organismo reagisce allo stress prolungato con una produzione elevata di catecolamine e glucocorticoidi che nel lungo termine hanno un’azione immunosoppressiva, esponendo il soggetto all’attacco da parte di virus e batteri: ecco perché ci ammaliamo quando siamo eccessivamente stressati! (Bottaccioli, 2005, p. 196; Corgna, 2008, p.27)

Inoltre, come riportato da una metanalisi condotta da Ropeik (2004), avere paura può indurre ad assumere comportamenti che, sebbene attuati per contrastare il pericolo, finiscono poi con l’essere altrettanto rischiosi: preferire la macchina all’aereo per affrontare lunghi viaggi, per esempio, può far aumentare il numero di decessi su strada.

Anche la rabbia può costituire un fattore di rischio per la nostra salute. Secondo alcune ricerche, infatti, uno scatto di rabbia può determinare l’insorgenza di un infarto o di un ictus, già nelle due ore successive all’esplosione della stessa: il rischio aumenta con il numero delle arrabbiature e in presenza di patologie cardiovascolari (Mostofsky, et al., 2014).

E allora, che fare?

Bisogna reprimere le emozioni come la rabbia, la paura o la tristezza?

La correlazione emozioni-salute non è legata al tipo di emozione, quanto piuttosto alla capacità del soggetto di esprimere e regolare il proprio stato emotivo. Può capitare, infatti, che alcune persone, di fronte a un evento importante pur provando per dirla con Solano (2004), “un qualche sommovimento” interiore, non manifestino ciò che realmente provano. Stando così le cose, non è detto che a un basso livello di ansia manifesto corrisponda un migliore stato di salute (Solano, 2013).

Come dimostrano alcune ricerche, infatti, esprimere le emozioni in maniera esagerata, ha gli stessi effetti negativi del reprimerle (Greer, et al., 1975, Solomon, et al. 1997).

Tali risultati trovano conferme anche nello studio di Biondi e Pancheri (1991) volto a valutare la relazione tra attività del sistema immunitario e ansia in donne in attesa di una biopsia che avrebbe confermato o meno il sospetto di carcinoma mammario: le pazienti che erano riuscite a esprimere le proprie emozioni in maniera adeguata, presentavano una migliore risposta immunitaria, pur manifestando livelli elevati di ansia, rispetto a coloro che tendevano a negarla o a reprimerla.

Bisogna dunque, imparare a regolare e a esprimere in modo adeguato ciò che si prova sì da sviluppare nuove prospettive, nuove capacità di reagire agli eventi, e migliorare gli equilibri neuroimmunologici che regolano il nostro benessere: l’esplosione emotiva violenta e incontrollata, o, viceversa, l’implosione legata ai meccanismi di repressione o negazione, sono determinate, infatti, da un’inadeguata elaborazione e regolazione delle emozioni (Tartarotti, 2010).

 

Bibliografia

Bottaccioli, F., (2005). Psiconeuroendocrinoimmunologia. I fondamenti scientifici delle relazioni mente-corpo. Le basi razionali della medicina integrata. Milano, Red.

Biondi M., Pancheri P. (1991): Depression and coping style as modulators of the immune response under stress. In: Solano, L. (2013). Tra mente e corpo: come si costruisce la salute. Milano, R. Cortina

Damasio, A. (1995). L’errore di Cartesio. Emozioni, ragione e cervello umano. Milano, Adelphi.

Damasio, A. R., & Frediani, S. (2000). Emozione e coscienza. Milano, Adelphi.

LeDoux J., (1996). Il cervello emotivo. Alle origini delle emozioni, Milano, Baldini Castoldi Dalai.

Corgna M., (2008). Pnei a chi? La psiconeuroendocrinoimmunologia spiegata a tutti, Palermo, Nuova Ipsa Editore.

Greer, S., & Morris, T. (1975). Psychological attributes of women who develop breast cancer: A controlled study. Journal of Psychosomatic Research, 19(2), 147-153. In: Solano, L. (2013). Tra mente e corpo: come si costruisce la salute. Milano, R. Cortina

Mostofsky, E., Penner, E. A., & Mittleman, M. A. (2014). Outbursts of anger as a trigger of acute cardiovascular events: a systematic review and meta-analysis. European heart journal, ehu033.

Ropeik, D. (2004). The consequences of fear. EMBO reports, 5(1S), S56-S60.

Solano, L. (2004).  Psicoanalisi e ricerca empirica nell’ambito della Salute, http://www.centropsicoanalisiromano.it/archivio-lavori-scientifici/archivio-storico-dal-2001-a-oggi/233-solano-l-psicoanalisi-e-ricerca-empirica-nellambito-della-salute-2004.html

Solano, L. (2013). Tra mente e corpo: come si costruisce la salute. Milano, R. Cortina.

Solomon G.F., Segerstrom M.A., Grohr P., Kemeny M., Fahey J. (1997). Shaking up immunity: Psychological and Immunologic changes after a Natural Disaster. Psychosomatic Medicine, 59, 114-127

Tartarotti, L. (2010). Psicologia della salute: un’introduzione. Milano, FrancoAngeli.

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Emilia Contarino

Laureata in Psicologia, con un diploma Universitario di Infermiere e un master di primo livello in "psicodiagnostica, costruzione del caso clinico e diagnosi della struttura personologica", la dottoressa Contarino è stata docente ai corsi ADE"Comunicazione in ambito sanitario" e "Incontri sul tema della PNEI" presso l'Università degli studi di Catania, e relatrice in alcuni seminari presso enti pubblici e privati.

E' Master Practitioner in PNL e NLP Coach, con specializzazione in Life coaching, e socia della Società italiana di Psiconeuroendocrinoimmunologia (SIPNEI), con cui collabora a livello regionale.

Per info e contatti: pagina facebook "Comunicazione e Salute Coaching e Formazione"

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Laureata in Psicologia, con un diploma Universitario di Infermiere e un master di primo livello in “psicodiagnostica, costruzione del caso clinico e diagnosi della struttura personologica”, la dottoressa Contarino è stata docente ai corsi ADE “Comunicazione in ambito sanitario” e “Incontri sul tema della PNEI” presso l’Università degli studi di Catania, e relatrice in alcuni seminari presso enti pubblici e privati.

E’ Master Practitioner in PNL e NLP Coach, con specializzazione in Life coaching, e socia della Società italiana di Psiconeuroendocrinoimmunologia (SIPNEI), con cui collabora a livello regionale.

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